La facciata gialla della chiesa di San Giorgio a Portofino sotto il cielo azzurro
La facciata gialla della chiesa di San Giorgio a Portofino sotto il cielo azzurro. Foto: Parma1983 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Chi arriva a Portofino in primavera trova il borgo ancora lontano dall'affollamento estivo, e se capita nei giorni attorno al 23 aprile può assistere alla festa più sentita dagli abitanti: quella di San Giorgio, patrono del paese. È una celebrazione che unisce devozione religiosa, riti antichi e un pizzico di superstizione marinara, e che per qualche giorno restituisce la piazzetta e il porticciolo alla comunità che li vive tutto l'anno.

San Giorgio e il borgo

Il legame tra Portofino e San Giorgio è antico. Secondo la tradizione, le reliquie del santo furono portate nel borgo dai marinai portofinesi di ritorno dalle Crociate, e custodite in un piccolo sacello scavato nella roccia, nel luogo in cui sorse poi la prima cappella. La chiesa di San Giorgio si trova sul promontorio che domina il porticciolo: una lapide ne fa risalire l'edificazione al 1154, e nel corso dei secoli è stata più volte trasformata. Durante la Seconda guerra mondiale fu interamente distrutta da un bombardamento, e venne ricostruita subito dopo il conflitto grazie all'impegno e ai fondi degli stessi abitanti, che ne rispettarono l'impianto settecentesco. Ancora oggi le reliquie sono conservate in un sacrario scavato nella puddinga, la roccia del promontorio, sotto l'altare.

Il falò del 23 aprile

Il cuore della festa è il falò di San Giorgio, che si accende la sera del 23 aprile nella piazzetta affacciata sul porto. Nei giorni precedenti viene costruita una grande catasta di legna attorno a un palo centrale, che a Portofino chiamano penolla. Quando il fuoco ha consumato la base, tutti gli occhi sono puntati sul palo: la tradizione vuole che la direzione in cui cade sia un presagio per la stagione. Se la penolla si abbatte verso il mare, l'estate sarà prospera per il lavoro del borgo; in caso contrario, gli abitanti si preparano a una stagione più incerta. È un rito semplice e antico, che richiama il legame profondo tra il paese e il suo mare.

Prima dell'accensione, nel pomeriggio, le reliquie del santo vengono trasferite dal santuario alla chiesa parrocchiale, e il momento è sottolineato dalla sparata dei mascoli, i tradizionali mortaretti che con i loro colpi secchi rimbombano tra le case del porto. Dopo il falò la festa prosegue con musica popolare, canti e cibo, in un'atmosfera conviviale.

La processione e il ritorno delle reliquie

Nei giorni successivi la festa continua con le celebrazioni religiose. La processione accompagna le reliquie di San Giorgio lungo il porto, insieme ai grandi crocifissi delle confraternite e alla banda, per riportarle infine al santuario sul promontorio, con un'ultima sparata dei mascoli e, secondo il programma dell'anno, i fuochi d'artificio sul mare. Il calendario preciso varia di anno in anno, e le celebrazioni possono estendersi al fine settimana successivo al 23 aprile.

Come raggiungere Portofino per la festa

Portofino si trova sulla punta del promontorio omonimo e non ha una stazione ferroviaria: da Moneglia la soluzione più pratica è il treno fino a Santa Margherita Ligure, e da lì il proseguimento in autobus di linea o in battello. In occasione del falò, negli ultimi anni gli organizzatori hanno attivato collegamenti via mare serali da Rapallo e Santa Margherita, ma la loro presenza va verificata ogni anno. L'accesso in auto è limitato e i parcheggi sono pochi e molto richiesti, quindi conviene lasciare la macchina a casa.

Aprile è anche un mese piacevole per soggiornare sulla Riviera di Levante: le giornate si allungano, i sentieri del promontorio sono in fiore e la costa è più tranquilla rispetto all'estate. Da Casa Jeanmarc, nel centro storico di Moneglia, si può organizzare la serata con calma e rientrare in treno. Orari, programma dettagliato e collegamenti straordinari cambiano ogni anno: prima di partire consultate i canali ufficiali del Comune di Portofino e della parrocchia.

Dormire vicino alle feste

Se venite per una festa in Riviera, avere una casa tutta vostra cambia la serata: si rientra quando si vuole. Tre camere, cucina attrezzata, animali ammessi.