A levante di Moneglia, la costa ligure si fa ancora più ripida. Qui, fra Monterosso e Riomaggiore, generazioni di contadini hanno trasformato pendii quasi verticali in una scalinata di fasce coltivate, sostenute da muretti in pietra a secco costruiti senza calce né cemento. Su questi terrazzamenti cresce la vite da secoli, e da essa nascono vini che portano nel bicchiere il sale, il sole e la fatica di un paesaggio unico. Raccontarli significa raccontare anche la storia di chi li ha resi possibili.
Un paesaggio costruito a mano
Nel 1997 le Cinque Terre, insieme a Portovenere e alle isole Palmaria, Tino e Tinetto, sono state iscritte nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO come paesaggio culturale, esempio di armoniosa interazione fra l'uomo e la natura. Due anni più tardi, nel 1999, è nato il Parco Nazionale delle Cinque Terre, che ha fra i suoi scopi proprio la tutela dei terrazzamenti e dei muretti che li sorreggono. Si parla spesso di viticoltura eroica: sulle fasce più strette si lavora quasi esclusivamente a mano, e per trasportare l'uva lungo i pendii si usano piccoli trenini a monorotaia che vedrete serpeggiare fra i filari.
La storia non è stata sempre lineare. All'inizio del Novecento la fillossera devastò i vigneti e molti terreni vennero abbandonati; il recupero delle fasce, ancora oggi, è un impegno continuo che coinvolge agricoltori, cooperative ed enti di tutela.
Il Cinque Terre DOC e i suoi vitigni
La denominazione di origine controllata Cinque Terre e Cinque Terre Sciacchetrà è stata riconosciuta nel 1973. Il cuore della produzione sono tre uve bianche: il Bosco, vitigno caratteristico di questa zona, l'Albarola e il Vermentino. Il Cinque Terre bianco è un vino secco, dai profumi floreali delicati e da una sapidità che ricorda la vicinanza del mare, ideale con le acciughe, il pesce e le torte di verdura della tradizione ligure.
Il disciplinare prevede anche tre sottozone, i cui nomi in dialetto descrivono la posizione delle vigne: Costa de Sera, Costa de Campu e Costa da Posa. Trovarle indicate in etichetta è un modo per riconoscere un legame ancora più stretto con un singolo versante.
Lo Sciacchetrà, il passito delle Cinque Terre
Il vino più raro e prezioso della zona è lo Sciacchetrà, un passito ottenuto dalle stesse uve bianche, lasciate appassire a lungo al riparo dal sole prima della vinificazione. Il risultato è un vino dolce e intenso, dal colore dorato che con il tempo vira verso l'ambra, con profumi di miele, albicocca secca e frutta candita, e una nota salina che lo rende inconfondibile. Esiste anche nella versione Riserva, sottoposta a un affinamento più lungo.
Le quantità sono piccole, perché servono molti grappoli per ottenere poco vino, e questo spiega il suo valore. La Fondazione Slow Food lo ha inserito fra i propri Presìdi, a tutela di una produzione artigianale che rischiava di scomparire. Si abbina volentieri ai dolci secchi, ai formaggi stagionati, oppure si gusta da solo, lentamente, come vino da meditazione.
Andarci da Moneglia, senza pensieri
Le Cinque Terre si raggiungono comodamente in treno dalla stazione di Moneglia, sulla linea Genova–La Spezia: Monterosso, il primo dei cinque borghi, dista meno di mezz'ora di treno. Lasciare l'auto a casa è la scelta più saggia, soprattutto se desiderate concedervi una degustazione. Molte cantine della zona accolgono i visitatori, ma giorni e modalità di visita cambiano: vi consigliamo di informarvi e prenotare in anticipo, e di verificare sui canali ufficiali del Parco eventuali biglietti o tessere richiesti per i sentieri.
Una bottiglia acquistata in cantina è anche un ottimo ricordo da portare a casa, o da stappare la sera stessa durante una cena preparata con calma nella cucina del vostro alloggio. E se al ritorno vorrete scoprire altre idee per le giornate fuori, troverete spunti nella nostra pagina dedicata ai dintorni. Come sempre, vi ricordiamo di bere con moderazione e di scegliere il treno quando il programma prevede qualche calice in più.
Una cucina tutta vostra
La cucina di Casa Jeanmarc è completamente attrezzata: quello che comprate in paese lo cucinate a casa, con calma. Nel centro di Moneglia, fino a 6 ospiti.